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4 consigli utili per aprirsi al mercato francese ed investire in Francia

Per un imprenditore italiano che desideri espandersi nel mercato francese, è fondamentale considerare attentamente le specificità di quest’ultimo.

Nonostante la vicinanza geografica e culturale fra Italia e Francia, infatti, è essenziale comprendere che il mercato francese opera in maniera differente rispetto a quello italiano.  A tal scopo, ci sono alcuni consigli utili che è importante seguire, in particolare per gli imprenditori con una società con sede legale in Italia che vogliano valutare di investire in Francia ed aprire una sede distaccata.

  1. Stabilire i propri obiettivi e di scegliere la soluzione più adatta per investire in Francia

Per un imprenditore italiano che decide di penetrare nel mercato francese, si presentano diverse alternative. cruciale definire chiaramente gli obiettivi al fine di selezionare la forma di presenza sul territorio più adatta, in base al livello di autonomia desiderato rispetto alla sede centrale. Fondamentalmente, ci sono tre forme di stabilimento, elencate in ordine crescente di autonomia: il bureau de liaison, la succursale e la filiale. Ognuna di queste opzioni comporta variazioni significative dal punto di vista giuridico, fiscale, patrimoniale e sociale, rendendo indispensabile la redazione di un piano aziendale accurato.

investire in francia

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2. Consultare i possibili aiuti messi a disposizione per investire in Francia

In particolare, in Francia esistono diverse tipologie di sostegno pubblico alle imprese, fra cui sovvenzioni, garanzie finanziarie, sostegni agli investimenti ed esenzioni fiscali e previdenziali. Creati dallo Stato o dagli enti locali, esistono programmi per ogni fase della vita di un’impresa: avvio e acquisizione, sviluppo e difficoltà. Il database aides-entreprises.fr, gestito dalla Camera di commercio francese, elenca più di 2.000 regimi di assistenza finanziaria pubblica. Il Piano France 2030, lanciato nell’ottobre 2021, ha sovvenzionato 54 miliardi di euro e mira a trasformare settori chiave dell’economia attraverso l’innovazione, l’industrializzazione e la ricerca. Ci sono poi altri aiuti destinati a settori specifici come l’agricoltura e l’industria del legno. Consultare i possibili aiuti disponibili è un ottimo punto di partenza per qualunque imprenditore che intenda inserirsi nel mercato francese.

3. Aprire un conto corrente francese

Un ulteriore passo essenziale consiste nell’apertura di un conto corrente in Francia, indispensabile per procedere con la registrazione della società presso il centro di formalità commerciali, necessario per adempiere alle formalità con le autorità fiscali, l’URSAFF, e altri enti pertinenti. Data la tempistica prolungata associata al processo di apertura del conto, è consigliabile avviare tale procedura senza indugi il prima possibile.

4.Farsi aiutare da uno specialista nell’applicazione della legge francese ed in particolare nel diritto del lavoro

La legge francese sul diritto del lavoro si presenta come particolarmente garantista e articolata e proprio per questo motivo è consigliabile affidarsi ad un avvocato esperto in diritto del lavoro francese. Basti pensare, infatti, che anche i lavoratori distaccati in Francia devono beneficiare del salario minimo di cui godono i dipendenti dell’impresa utilizzatrice in Francia, oltre che delle condizioni stabilite dai contratti collettivi applicabili. Dato che, in ogni circostanza, almeno le norme fondamentali del diritto francese devono essere rispettate, è sempre consigliabile redigere un contratto di lavoro scritto, includendo clausole che siano più favorevoli ai datori di lavoro.

Avvocato Aurora Visentin

Avvocato italiano in Francia specializzata in diritto del lavoro. Svolgo la mia attività a Parigi e a Milano. Attraverso il mio studio legale italo-francese assisto le società italiane che hanno interessi commerciali in Francia e le società Francesi che operano nel mercato italiano.

Avvocato Aurora Visentin