Loi Rixain: dal 1° marzo 2026 le quote di genere nei vertici aziendali diventano obbligatorie in Francia
Il 24 dicembre 2021 la Francia ha promulgato la Loi n° 2021-1774, conosciuta come Loi Rixain dal nome della deputata Marie-Pierre Rixain che l’ha fortemente voluta e portata in Parlamento. Una legge che ha impiegato quattro anni per arrivare alla sua prima scadenza operativa: il 1° marzo 2026.
Da quella data, le imprese francesi sopra una determinata soglia dimensionale sono tenute a rispettare quote minime di presenza femminile non solo nei Consigli di Amministrazione, già regolati dalla precedente Loi Copé-Zimmermann del 2011 , ma nei vertici esecutivi: i dirigenti apicali e gli organi di direzione operativa.
Per i gruppi italiani con filiali, SAS o SARL in Francia, questa non è una notizia di colore. È un obbligo di legge con una scadenza, una sanzione e un meccanismo di controllo già attivo.
Cosa prevede la Loi Rixain nel dettaglio
La norma, codificata all’art. L.1142-11 del Code du travail, introduce un doppio obbligo di rappresentanza:
| Dal 1° marzo 2026 | Dal 1° marzo 2029 | |
| Dirigenti apicali (cadres dirigeants) | Almeno il 30% di donne | Almeno il 40% di donne |
| Organi direttivi (Comex, Codir) | Almeno il 30% di donne | Almeno il 40% di donne |
La distinzione tra le due categorie è rilevante. I cadres dirigeants sono i dirigenti che partecipano alla direzione dell’impresa con ampia autonomia , in Italia li chiameremmo direttori generali, managing director o chief officer. Le instances dirigeantes sono invece gli organi collegiali di direzione operativa: Comitato esecutivo, Comitato di direzione, e strutture analoghe.

Loi rixain
Chi è coinvolto: la soglia dimensionale e le filiali italiane
La legge si applica a tutte le imprese con almeno 1.000 dipendenti per tre esercizi consecutivi. Il conteggio riguarda i dipendenti con sede in Francia, non il gruppo nella sua interezza.
Il punto che molti gruppi italiani trascurano: la legge si applica alle entità giuridiche con sede in Francia, indipendentemente dalla nazionalità della casa madre. Una SAS o una SARL italiana con 1.000 o più dipendenti in Francia è soggetta agli stessi obblighi di una società francese di pari dimensioni.
Questo significa che un gruppo manifatturiero italiano con uno stabilimento in Francia, un’azienda di moda con una divisione commerciale parigina, o un operatore della logistica con hub in Francia devono verificare la composizione dei propri organi direttivi locali, non quella della capogruppo italiana.
💡 Se non siete certi di rientrare nella soglia dei 1.000 dipendenti, il calcolo va fatto sull’entità francese e sui tre esercizi precedenti. In caso di dubbio, è meglio verificare ora che scoprirlo durante un’ispezione.
Le sanzioni: come funziona il meccanismo di enforcement
La sanzione prevista dalla Loi Rixain è fino all’1% della massa salariale annua dell’impresa. Non scatta automaticamente il 1° marzo 2026: la norma prevede un meccanismo progressivo.
- Primo step — pubblicazione: le imprese sono tenute a pubblicare annualmente i dati sulla composizione di genere dei propri organi direttivi. La mancata pubblicazione è già sanzionabile.
- Secondo step — inadempienza: se i dati pubblicati mostrano il mancato rispetto delle quote, l’autorità competente (Inspection du travail) notifica l’impresa e avvia un periodo di adeguamento.
- Terzo step — sanzione: se entro il termine di adeguamento (di norma due anni) l’impresa non ha raggiunto le quote, scatta la sanzione pecuniaria fino all’1% della massa salariale.
2 anni sembrano un margine ampio. Non lo sono, se si considera che modificare la composizione degli organi direttivi richiede revisioni statutarie, processi di selezione, e in alcuni casi rinegoziazione di accordi con i soci. Chi non ha ancora avviato una valutazione interna è già in ritardo.
La fotografia del 2026: dove sono le grandi imprese francesi
Il Baromètre IFA/Ethics & Boards pubblicato nel febbraio 2026 offre la prima misurazione sistematica dell’impatto della legge sulle grandi imprese quotate francesi (CAC 40 e SBF 120).
Il quadro è a due velocità. Nei Consigli di Amministrazione, la Francia è all’avanguardia europea: le donne rappresentano già il 46% dei consiglieri. Una quota raggiunta grazie alla Loi Copé-Zimmermann del 2011, che ha avuto quindici anni per dispiegare i suoi effetti.
Nei Comitati esecutivi e di direzione, il punto di partenza è molto più basso. La soglia del 30% è stata raggiunta per la prima volta nel 2026 . Nelle funzioni di Direzione Generale, il dato è ancora al 10%. Una discrepanza che rende evidente come la parità formale negli organi di governance non si traduca automaticamente in parità nelle funzioni esecutive.
Per le filiali di gruppi italiani, che partono spesso da livelli di partenza più bassi rispetto alle grandi multinazionali francesi, il percorso di adeguamento può essere più impegnativo, ma anche più urgente.
Cosa fare adesso: le azioni prioritarie per i gruppi italiani
- Verifica della soglia: accertare se l’entità francese supera i 1.000 dipendenti per tre esercizi consecutivi.
- Mappatura degli organi: identificare con precisione chi rientra nella categoria cadres dirigeants e quali strutture costituiscono le instances dirigeantes ai sensi della legge francese — una distinzione che non sempre coincide con l’organigramma interno.
- Analisi della composizione attuale: calcolare la percentuale di donne nelle due categorie e la distanza dalla soglia del 30%.
- Revisione statutaria: verificare se gli statuti della SAS o SARL necessitano di aggiornamenti per recepire i nuovi obblighi di governance.
- Piano di adeguamento: definire un percorso concreto (tempi, risorse, processi di selezione) per raggiungere le quote entro i termini.
Una legge che cambia la governance, non solo i numeri
La Loi Rixain non è solo una norma di compliance. È l’espressione di una scelta politica chiara: la Francia ha deciso che la parità di genere nei vertici aziendali non può essere lasciata alla buona volontà delle imprese, ma deve essere garantita per legge, con scadenze precise e sanzioni concrete.
Per i gruppi italiani con presenza in Francia, questo significa affrontare il tema non come una questione di valori aziendali ma come un obbligo legale con una data sul calendario. Lo studio legale dell’avvocato Aurora Visentin assiste i clienti nella verifica degli adempimenti, nella revisione della governance societaria e nella predisposizione dei piani di adeguamento, in coordinamento con i professionisti francesi del network di riferimento.
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