Il nuovo protocollo sanitario, in vigore in Francia, si basa in gran parte sulle disposizioni dei protocolli sanitari francesi precedenti (procedura per la pulizia e la ventilazione dei locali, trattamento delle persone sintomatiche, particolare attenzione ad alcune categorie di dipendenti, ecc.)

Viene specificato che le mascherine utilizzabili sono quelle per il grande pubblico, preferibilmente riutilizzabili, che coprono il naso, la bocca e il mento, conformi alle specifiche della norma AFNOR S76-001 o, per le maschere importate, alle specifiche di organismi di standardizzazione simili.

La fornitura delle maschere deve essere pagata dal datore di lavoro.

1) Il protocollo sanitario nazionale prevede che l’obbligo di indossare la mascherina può essere adattato in base alle circostanze

Il protocollo rende obbligatorio l’uso di maschere in spazi chiusi a partire dal 1° settembre 2020, ma prevede la possibilità per le aziende di provvedere agli adattamenti, di concerto con il personale e i loro rappresentanti.

Le misure che condizionano la possibilità di organizzare questi adattamenti dipendono dal livello di circolazione del virus nel dipartimento dell’azienda o dello stabilimento (zona verde, arancione o rossa), secondo la classificazione pubblicata da Santé Publique France.

Nelle zone verdi, è, quindi, possibile rimuovere temporaneamente la propria maschera in determinate ore del giorno – ma non per tutto il giorno – se vengono attuate determinate misure: ventilazione e mantenimento della ventilazione/esistenza di schermi protettivi tra le postazioni di lavoro/ messa a disposizione dei dipendenti delle visiere / attuazione di una politica di prevenzione con, in particolare, la definizione di un referente Covid-19 e una procedura per la gestione rapida dei casi di persone sintomatiche.

Nelle zone arancioni si aggiunge una doppia condizione: la facoltà di derogare all’uso permanente della maschera sarà limitata a locali con un grande spazio ed un’elevata estrazione dell’aria.

Infine, nelle zone rosse, oltre alle condizioni precedenti é aggiunte è una condizione di densità di dipendenti: la possibilità di rinunciare all’uso permanente della maschera sarà possibile solo in locali con ventilazione meccanica e garantendo uno spazio di 4 m² per le persone (ad esempio, meno di 25 persone in uno spazio di 100 m²).

Indossare una mascherina non esonererà i dipendenti dal rispetto degli altri principi di prevenzione: distanza fisica di almeno un metro, igiene delle mani, gesti di barriera. Il datore di lavoro, dovrà assicurare la pulizia, la ventilazione e l’aerazione dei locali e gestire il flusso di persone.

2) Il protocollo sanitario prevede un adattamento dell’utilizzo della mascherina a seconda delle attività

Nelle officine, il protocollo sanitario stabilisce che si può rinunciare all’uso delle maschere a condizione che le condizioni di ventilazione siano conformi alle norme, che il numero di persone presenti nell’area di lavoro sia limitato, che queste persone rispettino la massima distanza possibile tra di loro, anche durante gli spostamenti, e che indossino una visiera.

Per i lavoratori all’aperto, le mascherine devono essere indossate se c’è un gruppo di persone o se non é possibile mantenere una distanza di un metro tra le persone.

 

I dipendenti che lavorano da soli in un ufficio (o in una stanza) non devono indossare la mascherina se sono da soli nel loro ufficio.

La presenza di più dipendenti in un veicolo è possibile se ognuno di essi indossa una mascherina, rispetta le regole di igiene delle mani ed esiste una procedura efficace per la pulizia e la disinfezione regolare del veicolo.

3) Il protocollo sanitario incoraggia il telelavoro

Il protocollo sanitario francese indica che il telelavoro rimane una pratica raccomandata in quanto contribuisce alla prevenzione del rischio di infezione da Covid-19 e aiuta a limitare l’uso dei trasporti pubblici.

Il telelavoro è da favorire, ove possibile, anche per i lavoratori a rischio di forme gravi di Covid-19 che non possono più beneficiare del regime di attività parziale. Deve essere favorita dai datori di lavoro, su richiesta delle parti interessate e, se necessario, dopo una consultazione tra il medico curante e il medico del lavoro, nel rispetto del segreto medico. Deve essere favorita, per quanto possibile, anche per i lavoratori che vivono in casa con una persona a grave rischio.